Raci, il toro “Raggio” resta il re dei bovini di razza marchigiana
Comunicato stampa della Provincia di Macerata. riportato e ripreso dal giornale on line Cronache Maceratesi. (3 giugno 2009)
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La corona di “re” dei bovini di razza Marchigiana rimane ancora un altro anno sulla testa di “Raggio”, il toro che per il secondo anno consecutivo è stato giudicato miglior esemplare della razza. La proclamazione è avvenuta al termine della 25^ Rassegna agricola centro Italia (Raci), che si è svolta dal 30 maggio al 2 giugno al Centro fiere di Villa Potenza di Macerata, per la consueta organizzazione della Provincia di Macerata. Il riconfermato “campione” appartiene  all’azienda agraria di Marco Mei, un giovane allevatore di 25 anni di Morrovalle. Non capitava dalla fine degli anni ’80 – era allora una delle prime edizioni della Raci – che uno stesso animale vincesse per due anni consecutivi il titolo assegnato dall’Anabic, l’Associazione nazionale allevatori bovini italiani da carne. Per altro sono state due giurie diverse a sceglierlo tra gli oltre 250 bovini che annualmente vengono presentati in mostra; lo scorso anno fu la giuria presieduta da Giannetto Guerrini, quest’anno quella coordinata da Antonio Vagniluga. A contendere il titolo a “Raggio” – non ha ancora compiuto quattro anni e pesa 15 quintali e 60 chilogrammi – è stato addirittura suo fratello “Rick”, maggiore di sei mesi (15 quintali esatti di peso), classificato secondo. Entrambi sono figli di “Otello” (altro toro dell’azienda Mei), che fu campione della Raci nel 2007. Per l’esperto maceratese Edo Saltari, più volte in passato giudice nei concorsi zootecnici, Raggio e Rick incarnano perfettamente tutte le caratteristiche morfologiche del bovino di pura razza Marchigiana: il “campione” di distingue solo per una maggiore lunghezza, il secondo per la sua possente massa muscolare. Alla cerimonia di premiazione hanno preso parte l’assessore provinciale all’agricoltura, Paola Cardinali e molti rappresentanti delle associazioni agricole e degli allevatori, tra i quali – per la prima volta presente alla Raci – il presidente nazionale dell’A.I.A. (Associazione italiana allevatori) Nino Andena.

Nella foto: la premiazione del toro “Raggio” quale “vincitore” della 25^ edizione della Raci:Nino Andena e Franco Cicarilli (rispettivamente presidente e vice presidente AIA) consegnano la coppa all’allevatore Marco Mei di Morrovalle.

Le mucche captano il nord magnetico
di Francesca Morici

curiosita_notizie01Secondo una ricerca condotta da due etologi tedeschi i capi di bestiame si orienterebbero secondo l’asse sud-nord come farebbe l’ago di una bussola. Questa è la conclusione a cui sono giunti due ricercatori, Sabine Begall e Hynek Burda dell’Università di Duisburg-Essen, studiando migliaia di immagini satellitari ottenute grazie al motore di ricerca “Google Earth”.
I risultati dello studio condotto dai due etologi sono pubblicati sul sito web della rivista dell’Accademia delle Scienze americana.
Secondo gli zoologi le mucche percepiscono il polo nord magnetico, la tesi è supportata dalle immagini di 8.510 capi di bestiame sparsi su 308 pascoli in ogni parte del mondo.

Chiamare le mucche per nome aumenta la produzione di latte
AGRICOLTURAITALIANAONLINE.GOV.it – Pubblicato giovedì 29 gennaio 2009

curiosita_notizie02È quanto emerge da una ricerca scientifica secondo cui, i bovini, trattati con affetto personale sarebbero più felici di produrre.
Le mucche chiamate per nome produrrebbero 258-litri di latte in più, lo rivela una ricerca dell’Università di Newcastle, in Inghilterra, che ha svolto uno studio che ha coinvolto ben 516 allevatori di mucche a cui è stato chiesto di cambiare comportamenti per il benessere dei loro animali.
curiosita_notizie03La dottoressa Catherine Douglas, che ha condotto la ricerca, ha dichiarato: “Chiamare le mucche con il proprio nome aiuta non solo nel rapporto tra l’allevatore e l’animale ma anche nella produzione di latte, aumentandola”. E prosegue:”I bovini in questo modo si sentono più rilassati e felici,” ha concluso.



curiosita_notizie04Raci: è Raggio il re dei bovini marchigiani

Questo è un Comunicato Stampa Inviato da: Provincia di Macerata Il 02/06/2008
Pubblicato sul giornale del 03/06/2008; dalla Provincia di Macerata.

Si chiama “Raggio”, è un toro che non ha ancora compiuto tre anni, pesa 13 quintali e mezzo e per un anno potrà fregiarsi della corona di “re” dei bovini di razza Marchigiana. Una giuria presieduta da Giannetto Guerrini, assistito da Romina Bastari, dopo aver valutato per due intere giornate più di un centinaio di tori, lo ha giudicato miglior esemplare di bovino maschio alla 24^ Raci, che si è svolta dal 30 maggio al 2 giugno al Centro fiere di Villa Potenza di Macerata, per la consueta organizzazione della Provincia di Macerata, con la collaborazione dell’Apa e dell’Erf Marche.
Ad “incoronare” il vincitore della mostra è stato il presidente della provincia, Giulio Silenzi, il quale ha colto l’occasione per ringraziare tutti gli allevatori che con il loro impegno quotidiano fanno crescere il patrimonio zootecnico e soprattutto la qualità della razza “Marchigiana”, orgoglio di tutta la comunità maceratese.
La “corona” assegnata a “Raggio” era già in casa, o meglio nella stessa stalla del suo allevatore, Marco Mei di Morrovalle. Il nuovo campione, infatti, è figlio di “Otello” il toro vincitore della Raci lo scorso anno, portato in fiera dall’Azienda Mei anche in questa edizione, ma fuori concorso.
Come suo padre, “Raggio” – che all’età di due anni (compiuti il 9 settembre 2007) aveva già raggiunto il ragguardevole peso di dieci quintali – si è imposto per la sua taglia superiore alla media, per la possente muscolatura e per la rilevante lunghezza del tronco. Qualità che nel suo albo genealogico si riscontrarono anche nel “nonno” Erode, pure lui campione in un’edizione della Raci, otto anni fa, quando era allevato nelle stalla del Centro tori per la fecondazione artificiale annesso all’Istituto tecnico agrario di Macerata.
“Nella vittoria di Raggio c’è tutta la storia della Raci e della ‘Marchigiana’ – ha detto il direttore dell’Associazione provinciale allevatori, Dino Mosca -. L’opera di selezione e di miglioramento genetico svolta dal Centro tori ha consentito non solo la nascita di tanti ‘campioni’, ma uno sviluppo dell’intero patrimonio zootecnico di questa razza che, in pochi decenni, si è imposta in Italia e nel mondo per caratteristiche morfologiche e per qualità organolettiche della carne”.
Alla cerimonia di premiazione hanno preso parte, oltre al presidente Silenzi, l’assessore provinciale all’agricoltura, Paola Cardinali, il presidente del Consiglio provinciale, Silvano Ramadori, l’assessore Francesco Vitali, i presidenti dell’Associazione provinciale allevatori. Gianluca Ceresani e del Cermis, Gino Pasquali, i sindaci di Tolentino, Ruffini e di Castelraimondo, Bonifazi, il preside dell’Istituto tecnico Agrario, Rinaldi, nonchè rappresentanti delle associazioni agricole , Coldiretti, Cia e Confagricoltura.